In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il comitato “Vogliamo l’acqua dal rubinetto” ha presentato sabato scorso a Palazzo Zanca un dossier che pone interrogativi allarmanti sulla qualità dell’acqua erogata in città.
“Sembra incredibile porre la domanda: ‘Ma l’acqua di Messina è potabile?'”, hanno dichiarato i rappresentanti del comitato, sottolineando che da ben sette mesi è in vigore un’ordinanza del sindaco (la n.151 del settembre 2024) che vieta l’utilizzo dell’acqua per fini diversi da quelli igienico-sanitari.
“È inammissibile che nella tredicesima città italiana, da sette mesi, bar, ristoranti, ospedali, istituzioni pubbliche e cittadini siano costretti a utilizzare acqua non potabile per ordinanza”, hanno denunciato, annunciando che la questione sarà segnalata alla Procura della Repubblica.

Il comitato ha lamentato anche la totale mancanza di trasparenza sui dati della qualità dell’acqua. “Oggi avremmo voluto illustrare i dati, ma non ce li hanno forniti nonostante le nostre ripetute richieste”, spiegano i membri del comitato.
“Per legge e secondo la Carta dei servizi di AMAM, questi dati vanno pubblicati e addirittura comunicati direttamente ai cittadini insieme con la bolletta. Perché non lo fanno? Ci sono forse criticità nell’acqua che beviamo che non vogliono dirci? Sapere che acqua beviamo è un diritto che ci viene negato”.
Il comitato ha inoltre criticato duramente l’atteggiamento di AMAM e del Comune sulla scarsa trasparenza:
“La mancanza di pubblicità degli atti e dei dati sull’acqua a Messina è inaccettabile. Organizzeremo nuovi sit-in e iniziative di protesta e di denuncia fino a quando non saranno rese note tutte le informazioni al riguardo: dalla qualità dell’acqua erogata all’arsenico di Contesse, dai dati sull’acqua dei nuovi pozzi immessi a settembre scorso nella rete cittadina ai macro-indicatori di Arera per misurare la qualità del servizio idrico”.

Il dossier presentato dal comitato raccoglie, inoltre, un resoconto dettagliato delle interruzioni del servizio idrico, dei casi di inquinamento e delle segnalazioni ricevute dai cittadini negli ultimi due-tre anni.
“La gestione del servizio idrico integrato di Messina evidenzia troppe criticità, confermate dai sei macro-indicatori di Arera che misurano la qualità del servizio. Messina, purtroppo, risulta quasi sempre inserita nelle classi peggiori”, ha sottolineato il comitato.
Un intero capitolo del dossier è stato dedicato all’impatto del Ponte sullo Stretto sulle risorse idriche della città.
“Non è vero che con i cantieri del ponte non verrà toccata l’acqua di Messina”, affermano i membri del comitato.
“Con dati alla mano dimostriamo non solo che l’acqua dei pozzi individuati dalla Stretto di Messina è della nostra città e dei comuni limitrofi, ma anche che i cinque milioni di litri al giorno necessari ai cantieri renderanno sempre più critica la disponibilità di acqua in città”.
In conclusione, il comitato ha lanciato un appello ai sindaci del messinese affinché si mobilitino in difesa dell’acqua pubblica:
“Chiediamo ai sindaci di autoconvocarsi e di riprendersi la gestione diretta del Servizio Idrico Integrato dell’ambito, contrastando le mire privatistiche della Regione per il tramite del suo commissariamento dell’ATI messinese”.
Il comitato ha assicurato che proseguirà la sua battaglia affinché la cittadinanza possa ottenere risposte certe sulla qualità dell’acqua e sui disagi che si stanno protraendo da mesi.